Luna Rossa,  ma anche no. Luna rossa per la presenza di pomodoro nell’impasto ma volendo si può omettere mantenendo invariati gli ingredienti base e realizzare una Luna Piena 🙂
Ingredienti:
1 kg di Caputo rossa o cuoco
750g di acqua
150g di concentrato di pomodoro
2g di lievito di birra secco oppure 6 grammi di quello fresco
1 cicchiaino di miele
3 cucchiaini di sale
1 cucchiaio di pasta madre essiccata mulino rossetto ( in mancanza 2 g di lievito birra secco)
La sera preparate un poolish con 500g di farina, 500g di acqua e 2 gr di lievito, mescolare e lasciarlo a TA per tutta la notte.
Al mattino il poolish nella ciotola e montare il gancio. Sciogliere in 250g di acqua tiepida il concentrato di pomodoro e versarlo in ciotola, aggiungere anche il miele e iniziare con velocità minima ad impastare versando pian piano i rimanenti 500g di farina e PM essiccata oppure i 2 g di lievito secco.
Appena inizia ad incordare mettere il sale e aumentare la velocità, fino ad incordatura perfetta, quindi tutto l’impasto attaccato al gancio e ciotola pulita
Far riposare l’impasto 10 minuti po versarlo sul tavolo e dare 1 giro di pieghe a tre ogni 15 minuti per 2 volte.
Riporre in un contenitore alto e grande leggermente unto, cresce moltissimo e ha bisogno di spazio e lasciarlo a TA.
Quando sarà triplicato procedete con lo staglio come avete visto in video.
Potete fare panielli come per la Napoli oppure pagnotte per le teglie.


INGREDIENTI
  • 800 grammi di farina di grano tenero di forza ( caputo rossa-caputo blu-Garofalo verde-Garofalo rossa
  • 150 grammi di farina di riso
  • 50 grammi di farina di soia
  • 3g ldbs naturale
  • 20 grammi di sale
  • 10 grammi di olio extravergine di oliv
  • 800g circa di acqua fredda di frigorifero
FINITO L’IMPASTO lasciare riposare l’impasto per circa 30 minuti ventilare rimpastando con 3 giri di vasca ogni 10 minuti circa porre l’impasto in frigo a 4°per minimo 24 ore max 150 ore lo spessore della massa di pasta nel contenitore non deve superare i 12 cm quindi usate un contenitore largo. dopo le 24 ore formare le pagnotte le quali possono essere usate direttamente lasciandole tornare a temperatura ambiente oppure possono essere riposte nuovamente in frigo per migliorare ulteriormente la maturazione
NOTE
1 acqua refrigerata,nel periodo caldo refrigerare anche la farina
2 la dose del lievito e’ solo indicativa perche’ condizionata dalla temperatura ambientale
3 il contenitore dell’impasto deve essere abbastanza alto da permettere all’impasto di raddoppiare il proprio volume durante le 24 oreprocedimento
– mettere nell’impastatrice la farina e il lievito e miscelarli
– versare l’80% dell’acqua e accendere in prima vel.per 1 minuto dopo passare in seconda per 8 minuti
– mettere il sale e far girare altri 2 min
– mettere olio e far girare altri 2 min – versare a FILO l’acqua restante in 5 min
– tempo totale impasto 20 min
– lasciar riposare l’impasto dentro l’impastatrice per 30 min durante i quali effettuare una ventilazione ogni 10 min. ( 3 giri a velocità 1)
N.B. i tempi di impastamento possono subire delle variazioni tra estate e inverno a causa del cambiamento della temperatura ambientale del laboratorio
La Pinsa , buona, leggera, quasi impalpabile, fragrante, versatile. È buona bianca condita con Evo e un pizzico di sale, oppure, una volta cotta, con verdure cotte o crude, con formaggi freschi, ma nessuno ci vieta di cuocerla come una pizza classica con pomodoro mozzarella e poi cuocerla. Vi suggerisco di farla anche all’ amatriciana, pomodoro, guanciale e pecorino poi mettete in forno.
Come si incorda la Pinsa al 100% idro? 1) Prima cosa usare una farina di frumento di forza, almeno una w330 2) Usare acqua ghiacciata 3) Farina di riso e soia tenerle da parte e non mescolarle con la farina di frumento
Mettete in ciotola tutta la farina di frumento e tutta l’acqua, lasciate in autolisi per 1 ora IN FRIGO poi montate la frusta K e iniziate ad impastare a velocità media aggiungendo il lievito, quando vedete che inizia a fare il filo, a compattare aggiungete altri ingredienti ma non le farine di soia e riso che avrete messo da parte. Fate andare ancora qualche minuto e iniziate ad aggiungere soia e riso un cucchiaio alle volta. Una volta aggiunto tutto aumentare la velocità appena inizia ad incordare cambiate e montate il gancio e portare a chiusura impasto. Ventilare: una volta incordata lasciatela nella ciotola, dopo 10 minuti riaccendete e fate fare 3 giri e spegnete, dopo 10 minuti ripetere. A questo punto è pronta per passare in frigo dalla 24 alle 150 ore. Inutile dire che più tempo passerà in frigo e più buona e leggera sarà. Buon lavoro.


Step1
Ciotola 1:
300g di tumminia integrale e 300g di acqua (in autolisi)
Ciotola 2:
300g di rimacinata mulino Chiavazza, 220g di acqua, 100g di licoli vecchio e vista l’anzianità 1 cucchiaino di zucchero.
Aspettare il raddoppio della semola e passare al secondo step.
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Step2 impasto
Unire i due impasti in ciotola, aggiungere un cucchiaino di malto e altri 30g di licoli oppure 1g di ldb secco oppure 3 di quello fresco. impastare con il gancio a velocità media. Dopo 5 minuti aggiungere il sale e continuare fino ad incordatura perfetta. Stiamo usando una alta idro ma grazie all’autolisi incorderà velocemente. Versare sul tavolo, aspettare 10 minuti e fare un giro di pieghe a tre, sigillate in un contenitore che lo contenga per metà. Lasciare a ta e dimenticatelo, lo formeremo quando sarà arrivato all’orlo. Potete andare a spasso, a fare spesa, a passeggio… impiegherà circa 3 ore.
PS: Se usate solo semola, mettete 50g di acqua in meno sul totale e non aspettate il raddoppio della massa ma appena 3/4. Filmato inserito per la formatura. Cottura: 20′ al max con vapore. 30′ a 200 a secco e 10′ a spiffero.

 

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Biga
• Farina W 350 500 g
• Acqua 225 g
• Ldbs 2 g oppure 5g fresco
Preparate una biga con tutti gli ingredienti. Lasciate riposare 15/18 ore in estate e 20/24 in inverno.
Impasto
Tutta la biga
• Farina 00 Proteine 11% 500 g
• Acqua 325 g
• Ldbs 1g oppure 3g fresco
• Malto 5 g
• Sale 20 g
Procedimento
Iniziate l’impasto con biga, farina, malto, lievito e acqua. A metà impasto aggiungete il sale e completate la lavorazione. Lasciate riposare dai 30 ai 60 minuti, spezzate del peso 130g e formate a filoncino, deve essere gonfio al centro, deve somigliare ad un pallone da rugby. Caricate su teglie o telai dando una forma appuntita alle estremità. Lasciate lievitare per circa un’ora poi tagliate sottopelle in senso longitudinale. Cuocete in forno con vapore a 240°C. per 20 minuti e 5 minuti a spiffero(sportello del forno semiaperto) non si devono colorire eccessivamente.

La biga deve essere piuttosto asciutta, per farla ho usato Caputo rossa, l’idro è intorno al 45% e dopo l’impastatrice l’ho lavorata anche un pò a mano e tenuta a TA 17 ore.
nel secondo impasto è una farina 00 di media forza che trovo misteriosamente in un discount in Umbria. A Roma è merce rara. Non ho voluto insistere con la forza della Caputo perchè sapevo che la seconda lievitazione doveva essere relativamente breve. Comunque un 0 al 11% andrà bene lo stesso. Ma per la biga dovete usare quello che ho indicato.
Il tempo che impiegherà dal secondo impasto, tra riposo, formatura e forno non è più di 3 ore. Quindi anche comodo se per esempio volete fare il pane caldo per pranzo.
La ricetta non è una adattata alla casalinga, è una ricetta professionale. Seguite alla lettera e vi troverete benissimo.
Il risultato è quello che vedete se usate farine simili, con altre farine non garantisco questo risultato.
Con i tempi, le dosi e le farine giuste, diventa tutto più facile.  

Salva


Tutti sapete che per la pizza io consiglio sempre lievito di birra, farine di forza e lunghe lievitazioni. Ma questa volta no, questa volta ribaltiamo tutte le regole, o meglio, la regola del lievito, che abbiamo adottato per la Napoli che ormai sappiamo fare tutti alla grandissima e ci dedichiamo invece alla sorella povera della Napoli. La Romana bassa. Perché serve il lievito madre o licoli? Perché tra i tanti pregi e difetti, il ldb secca troppo gli impasti. Nel caso della Napoli ci aiuta molto ma nella Romana invece siamo a caccia di fragranza si, croccantezza pure ma non deve essere come quella delle pizzerie, non ci dobbiamo affrettare a finirla altrimenti l’ultimo spicchio, se freddo, diventa immangiabile, secco e duro. La ricetta è molto semplice e molto simile alla Napoli che tutti conoscete. In questo evento vorrei aggiungere un’altra valore aggiunto, chi ne ha voglia può farla semintegrale, altrimenti usate tutta farina di forza. C’è anche un’altra sorpresa. La Romana è la romana, non è una simil Napoli. La romana non ha cornicione, non ci dobbiamo preoccupare degli alveoli, la maturazione ci deve essere, l’impasto deve essere ben lievitato ma non fa sfoggio si se come la Napoli. Quello che ci interessa è la croccantezza e la leggerezza, il crasc crasc e non lo Stuck sotto ai denti. Ma veniamo alla ricetta.
La prima cosa da fare è prelevare 200g di licoli dal frigo, aggiungere 100g di una buona farina zero impastare e ottenere una sorta di pasta madre solida. Fatela stare circa 3 ore a ta e quando sarà ben raddoppiata è pronta da usare. Ovviamente chi avesse una solida deve rinfrescarla per bene e usarne 300g .
Ora servono 400g di integrale 400g di farina w260/300 600g di acqua 10g di zucchero 20g di sale Semola per spolverare e spianare i dischi
Sciogliere la madre nell’acqua fredda, zucchero, e incorporare le farine precedentemente mescolate se fate la semintegrale, altrimenti tutta farina di forza. In ultimo il sale. Impastate a mano come per la Napoli, fate qualche piega in ciotola e poi versatelo sul tavolo e fate 4 giri di pieghe a tre ogni 20′. Alla fine sarà teso, ben compattato e incordato. Mettetelo in un contenitore capiente, sigillate e passate in frigo per h12/18 Il resto identico alla Napoli ma i panielli dovranno essere massimo 200g e al momento di stendere dovrete usare il mattarello, ricavatene dischi sottili e uniformi. Per lo spolvero usate semola. Quando condite cercate di arrivare ai bordi con il pomodoro ma la mozzarella non l’avvicinate troppo altrimenti fuoriesce. Qui non abbiamo il cornicione che fa da diga. Cuocete a fuoco alto su refrattaria e se serve fatela dorare un minuto sotto al grill.


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Ingredienti:
500g di farina di forza W260/300 ( io Caputo rossa)
500g di farina 0 (io Mulino Rossetto)
450g di acqua ( 400g se usi licoli)
80g di Evo (io Girasole bio pressato a freddo Baulevolante)
10g di malto
15g di zucchero
3 cucchiaini di sale
150g di latte
Lievito: 3g di ldbs, oppure 200g di Li.co.li, oppure 220g di PM
Preleva 50g di farina 0 e con il latte prepari un Milk-Roux, lascialo freddare.
Mescola la rimanente 0 con la farina di forza
Nella ciotola dell’impastatrice metti tutta l’acqua e fai sciogliere il lievito, aggiungi l’olio zucchero e malto. Aziona a velocità minima e inizia ad inserire poca alla volta la farina, quando sarai circa a metà incorpora il milk-roux e continua con la farina, in ultimo il sale sciolto in un dito di acqua. L’impasto risulterà molto asciutto quindi, se occorre, ferma, stacca tutto dal gancio, ribalta e ricomincia. Deve risultare liscio e incordato. Non ci vorrà molto. Una volta chiuso l’impasto versalo sul tavolo leggermente infarinato e continua a lavorarlo come fosse la pasta all’uovo per qualche minuto. Fanne una bella palla e mettilo in un contenitore, sigillalo con la pellicola e fai partire la lievitazione a TA per h2/3 dopo di chè passi in frigo per h12/24
Dopo il riposo in frigo lo fai acclimatare e lo stagli in pezzature di circa 150g . Ogni pezzo lo tiri a mattarello cercando di farne un cerchio , lo arrotoli e mettendolo in posizione verticale lo stendi di nuovo leggermente per lunghezza, arrotoli ancora e dovresti ottenere una sorta di panino molto alto e tondeggaiante. Man mano che sono pronti mettili a lievitare direttamente sulla placca foderata da carta forno leggermente infarinata e copriteli con un telo. Non ci vorra moltissimo, il riposo in frigo e le prime 2/3 ore a TA hanno gia fatto un bel lavoro. Fai lievitare dai 60’ ai 120’, il tempo dipende da tenti fattori quali: lievito, temperature e anche quanta delicatezza sta nel tuo tocco. Nessuno può stabilire questi 3 fattori quindi inforna quando li vedi visibilmente gonfi e tesi e premendo leggermente il tuo dito lascia una leggera impronta. A questo punto divertiti con la punta delle forbici tagliuzzando qua e la o con la lametta per le incisioni e cuoci in forno preriscaldato a 240 con molto vapore per 20’ poi a secco abbassando a 180 per altri 10’ o fino a doratura desiderata. Spegni il forno toglili dalla placca e trasferendoli sulla gratella lasciando lo sportello semiaperto per altri 15’


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Io ve la devo riproporre come lui ha fatto con me. Persone come lui è gente di mestiere, un mestiere tramandato di padre in figlio. Gli insegnamenti non hanno nulla di scientifico o se ce l’hanno non viene menzionato ne preso in considerazione. Una persona che sente la temperatura degli impasti con il gomito e non usa termometri. Una persona che alla domanda : Ercole che idro usi? Risponde , quella che serve. E alla domanda: Che farina usi. Quella del mulino di via della Pisana, una semplice 0. Mai manitoba, per stendere la pizza mi fa diventare matto, sembra collante pe le piastrelle. Ercole usi mettere impasti in frigo? No, in frigo ci tengo solo le taniche di acqua in fresco per impastare e parlando con Roscioli, e ci troviamo d’accordo, non ci piace neanche fare queste mitiche lunghe lievitazioni, l’impasto diventa vecchio e perde fragranza. Se tutto questo te lo dice uno che ha sfamato un quartiere intero con pane pizza e dolci che sono rimasti nel mito, devi alzare le mani, abbassare la testa, tacere e dargli retta. Prova a fare i maltagliati, dalle foto che vedo hai un bel forno, riesci a fare belle cose Certo che ci provo Farina 0, acqua quella che si prende per avere morbidezza ma deve incordare, 20% di licoli sul peso della farina, malto sale e poco zucchero. Lasci in planetaria tutta la notte ( ma calcolate che loro infornano alle 5) fatevi i conti. La mattina dopo metti sul tavolo di lavoro, dai un paio di pieghe e formi, allungando delle strisce alte 10cm e lunghe, le tagli regolari, fai lievitare ancora e formi dei rettangoli con un taglio netto al centro tagli, aspetti che si apre il taglio e inforni sulla platea a 270. 25/30’ noi usiamo una lama affilatissima per tagliare. Non cuociamo mai troppo. Il pane malcotto frutta di più e resta più fresco a lungo. Questo è quanto, questa è arte. Senza libri e senza ricette. Grazie Ercole, sei un mito e se qualcuno copierà questa ricetta spero abbia il buon senso di citarti.

Barbara Frangi


Dal confratello Onorino … Maritozzi romani con la panna Ricetta: Uvetta si-uvetta no? La ricetta originale prevede lo “zibibbo”, come si dice a Roma. A voi la scelta di unirlo o no, è sufficente ammollarlo in acqua tiepida e unirlo all’impasto nella prima fase dopo averlo ben strizzato. Ho letto molte ricette e provate alcune, sono arrivata alla conclusione che non servono molti grassi, anzi. il maritozzo deve essere asciutto, compatto e non dolcissimo, ci pensa la panna montata e lo sciroppo con cui si spennellano a fine cottura, che li rende lucidi e gustosi, per compensare. Se si li facciamo troppo dolci tutto l’equilibrio che li rende favolosi si va a far friggere. Per l’impasto gli ingredienti sono:
300 g di farina W270/300,
250 g di farina 00,
15g di lievito di birra fresco o 6g di quello secco
100 g di latte,
100 g di uova intere, (sbattete 2 o 3 uova e pesatene 100g)
80 g di acqua,
65 g di zucchero,
50 g di burro,
8 g di sale,
scorza grattugiata di un’arancia e una bacca di vaniglia.
(Per chi non ha la planetaria o un’impastatice può procedere a mano rispettando l’ordine di introduzione degli ingredienti, all’inizio si mette tutto in una terrina e quando l’impasto prende corpo si trasferisce sul tavolo e si continua a lavorarlo a mano.) Miscelate nella planetaria farina manitoba e la farina 00 con lo zucchero. Sbriciolate il lievito di birra se usate il fresco, quello secco unitelo sciolto nell’ acqua degli ingredienti pesati ed unitelo alla miscela di farine. Impastate la miscela con l’acqua e il latte. Unite le uova. Quando l’impasto è ben omogeneo, aggiungete la buccia d’arancia grattugiata e i semi di una bacca di vaniglia. Infine, unite il sale ed il burro, precedentemente tolto dal frigorifero e tagliato a pezzetti. A questo punto trasferite l’impasto sul tavolo e lavoratelo energicamente con le mani per qualche minuto, deve essere morbido e non appiccicoso. Lasciate lievitare l’impasto all’interno di una terrina fino al raddoppio. L’operazione appena descritta è possibile farla il giorno precedente e in caso mettetelo in un contenitore a chiusura ermetica e riponetelo in frigo per un’intera notte, se avete modo e tempo vi consiglio di farlo, tutti i lieviti con il riposo in frigo diventano favolosi. L’impasto ha il tempo necessario per maturare. Se non avete fatto il riposo in frigo al termine del tempo necessario per lievitare, ricavate dei panetti a forma di pallina un pò allungata da 70-80 g. Disponete i panetti su una placca foderata da carta forno e lasciate lievitare, nel forno spento con la luce accesa, finchè non saranno raddoppiati di nuovo. Se avete scelto il riposo in frigo, tiratelo fuori e non lo toccate fino a che non sarà tornato a temperatura ambiente e fatelo raddoppiare. I tempi non posso darli, dipente dalla temperatura dell’ambiente, e procedete con i panetti. Comunque ricordate sempre che il nostro forno spento con la lucina accesa è un’ottima camera di lievitazione. Infornate i maritozzi a 180° per 15-20 minuti circa. Quando sono dorati, spennellate i maritozzi con lo sciroppo, preparato facendo sciogliere 160 g di zucchero e 120 g di acqua. Fate un’incisione al centro del maritozzo e farcite con panna montata senza zucchero aggiunto.


Impasto:
125 gr di farina tipo Caputo rossa o Garofolo rossa (in mancanza manitoba)
125 gr di farina 0
250g di farina 1 ( ho usato la Spadoni) oppure Farro
90 gr uova intere
250 gr latte + 25 gr acqua
90 gr di licoli
60 gr di burro
15 gr di olio evo
10 gr di zucchero
6 gr sale
Ripieno:
A PIACERE verdure ripassate, caponata di melanzane oppure salsiccia e friarelli, stracchino e ciauscolo . Non mettete formaggi troppo scioglievoli tipo mozzarella e sempre pochi. Aggiungete spezie, sale, pepe a piacimento. La mia era solo di dimostrazione e per il ripieno potete sbizzarrirvi. Se lo volete ancora più goloso alle verdure, una volta fredde, aggiungete un uovo intero e qualche cucchiaio di parmigiano e fate amalgamare per bene.
Per la decorazione:
Potete usare semi di papavero, zucca, girasole, sesamo, lino
curcuma
pepe rosa
fiocchi di avena o di mais , anche qui liberate la fantasia.
NB: per sostituire il lievito liquido, basta fare un poolish con 90 grammi di farina, 90 grammi di acqua e 2 grammi di lievito di birra. Usare al raddoppio.
Preparazione
Iniziamo con l’impasto del danubio: mescoliamo le farine, le setacciamo nella vasca della planetaria, aggiungiamo il lievito. Una volta preparati tutti gli altri ingredienti per l’impasto, usiamo il solito metodo partendo dal secco e aggiungendo pian piano i liquidi, cioè il latte e le uova leggermente sbattute con l’olio. L’acqua la lasciamo alla fine, potrebbe anche non servire. Raggiunta l’incordatura aggiungiamo il burro, un po’ alla volta, l’acqua goccia a goccia solo se l’impasto risultasse ancora duro, lo zucchero e il sale.
A questo punto lasciamo l’impasto a temperatura ambiente per un’ora e mezza, facendo le pieghe dopo la prima mezz’ora e dopo un’ora. Ora l’impasto può essere conservato in frigo per 18 ore circa, ovvero fin quasi al raddoppio. Oppure, se preferite, potete scegliere la lievitazione a temperatura ambiente, ( io ho fatto così) impastato alle 17:00 e formato le palline al mattino successivo verso le 7:30.
Prima di riprendere l’impasto dobbiamo preparare il ripieno e farlo raffreddare completamente.
Facciamo soffriggere le verdure scelte con un po’ di aglio o scalogno se piace. Devono rimanere verdi e croccanti.
Mentre si raffreddano possiamo prendere l’impasto dal frigo.
dobbiamo stagliare l’impasto in pezzi da 60-80 grammi, ovviamente tutti uguali. Formiamo quindi le palline con la classica pirlatura, poi le schiacciamo leggermente e formiamo dei dischi sui quali appoggiamo un po’ di ripieno.
La chiusura deve essere fatta con attenzione per evitare la fuoriuscita del ripieno durante la cottura.
Ora prepariamo la “tavolozza dei colori” per dipingere le palline! Per far aderire bene i semi all’impasto, bisogna inumidire leggermente la superficie di ogni pallina e poi passarla nei semi. Alla fine disponiamo le palline nella teglia, anche quelle usa e getta vanno benissimo avendo cura di accostare i vari colori alternandoli.
Una volta terminato questo lavoro, attendere la seconda lievitazione, fin quasi al raddoppio. Preriscaldare il forno a 190°, cottura a 180° per circa 35 minuti.


 

Lo sfincione è una specialità palermitana. Lo sfincione è tanto, saporito, morbido. Una vera delizia. La base è quella di una focaccia ma la particolarità sta nel condimento, quindi se non vi piace la cipolla non fatelo, non si può omettere perché il tutto si tiene su equilibri di sapori e accostamenti imprescindibili. Una preparazione lunga ma non difficile e vi assicuro che vi ripagherà del tempo e la pazienza.
Impasto:
1000 g di semola rimacinata
680 g di acqua
3G di ldbs, oppure 9g fresco, oppure 120g di licoli, oppure 100g di madre rinfrescata
50g di evo
20g di sale
condimento:
sugo di pomodoro e basilico
5 cipolle bianche o dorate
300g di caciocavallo o scamorza bianca
10/15 acciughe sott’olio
50g di pane grattugiato
sciogliete il lievito in poca acqua sottratta dal totale. Mettete in vasca la farina setacciata e il lievito sciolto ( la madre sarebbe bene scioglierla e montarla con il minipimer) iniziate ad impastare a bassa velocità e aggiungete la rimanente acqua poca alla volta, senza mai perdere corda, aggiungetene altri quando la precedente è stata assorbita, aggiungete il sale portate ad incordatura. Ora, un cucchiaio alla volta fate incorporare l’olio. Assicuratevi che l’incordatura sia avvenuta completamente e spegnete. Lasciate in vasca 20/30’ e fate riposare l’impasto. versatelo sul piano e date qualche piega a tre. ponetelo in un recipiente ben sigillato e, in inverno tutta la notte in balcone, d’estate in frigo a 6 gradi Per 10 ore.
1) Mentre l’impasto riposa affettate le cipolle , fatele stufare dolcemente con un goccio di olio e un pizzico di sale in una padella e mettete da parte.
2) Preparate un sugo pomodoro e basilico.
3) affettate il caciocavallo o la scamorza bianca
4) tostate leggermente il pane grattugiato in un padellino antiaderente con un goccio di evo
5) scolate le acciughe dall’olio di conservazione
fate acclimatare e poi versate direttamente in teglia a bordi alti 40×40 e delicatamente, senza sgonfiare troppo pareggiatelo e stendetelo. Se appiccica aiutatevi ungendovi le dita con olio evo. Una volta steso iniziate a coprire con il sugo, tutta la superficie, non dovete lasciare bordi, poi il formaggio affettato, le acciughe e tutte le cipolle ben distribuite, in fine il pane grattugiato.
coprite e aspettate che lieviti e l’impasto arrivi a filo della teglia, a questo punto infornate a 180 gradi per circa 50/60 minuti.