Frolla vegana per crostate e biscotti


300g di farina 0 o se preferite grano integrale mescolato con farina di farro

2 cucchiai di Lecitina di soia possibilmente bio

40g di olio EVO oppure 150g Margarina

3 cucchiai di zucchero di canna

1 cucchiaio di malto d’orzo

1 cucchiaino di lievito per dolci

1 cucchiaino di bicarbonato

qualche goccia di limone

aromi a piacere ( buccia di limone e/o di arancia grattugiate- vaniglia- un cucchiaio di rum ecc)

Per prima cosa preparare l’emulsione di lecitina di soia : versare in un contenitore alto e stretto mezzo bicchiere abbondante di acqua, 2 cucchiai colmi di lecitina e frullare a lungo con il minipimer facendo incorporare aria, montando fino a che non diventa gonfia e densa.

L’emulsione sostituisce l’uovo

Fare la fontana e procedere come per una normale frolla, inserire tutti gli ingrdienti compresa l’emulsione e impastare brevemente. Se è troppo secca aggiungete un filo di acqua, qualche goccia alla volta. se è troppo morbida invece un cucchiaio di farina.

Fatene una bella palla, copritela con pellicola e fatela riposare mezzora, io l’ho tenuta anche 24 ore, non succede nulla, anzi…

Fatene crostate e biscotti…è deliziosa.

Carciofi alla romana


I carciofi alla romana.
La ricetta è semplice e anche la cottura. Il solo accorgimento fondamentale, oltre alla qualità e la freschezza del carciofo ( dopo 24 ore dalla raccolta già induriscono), in fondo è un fiore, se lo lasciate troppo tempo fuori dall’ acqua si appassisce.
Dicevo, per il carciofo la pulitura contribuisce al 95% della perfetta riuscita: teneri e chiari. A seguire il giusto sale, ne vogliono pochissimo, diventano subito salati.
Vi è mai capitato di vedere carciofi puliti in punta di netto, verde palude scuro e con le foglie che non si riesce a masticare? Ebbene, quella è l’aberrazione del carciofo, Aldo Fabrizi avrebbe messo una taglia sulla testa per chi avesse compiuto un tale scempio. 🙂
Voglio fare un video su questa tecnica che ho imparato dalle specialiste della cucina ebraica perché non lo dimentichiamo, il carciofo è sì alla romana, ma alla romana ebraica. Poi ci sono quelli chiamati alla giudia e ve li farò vedere in seguito, per quella ricetta ci vogliono i cimaroli primaverili, è ancora presto.

Come prima cosa preparate un battuto a coltello di prezzemolo, mentuccia e uno spicchio di aglio, mi raccomando non menta romana, nel dubbio solo prezzemolo, la mentuccia non ha niente a che fare con la menta romana, togliete l’anima dell’aglio come vedete in foto, è lei che ci si mette sullo stomaco. Se non avete un coltello adatto usate il minipimer ma non fate una crema, lasciate che si veda qualche pezzetto di aromi, anche se minuscoli. Al battuto aggiungete 1 pizzico di sale, pepe appena macinato e 2 cucchiai di EVO, mescolate bene e lasciate da parte.

Togliete le foglie verdi e dure del carciofo fino a quando non vedete che per metà, la base non diventa chiara, a questo punto molti tagliano di netto il resto. Non solo è uno spreco ma sono anche brutti e tozzi da vedere quindi ( vedi la foto a dx) iniziate a tagliare le foglie con un coltellino affilatissimo facendo ruotare il carciofo. Pulite gambo e base e bagnateli con la sprumuta di limone.

Ora riempite il cuore con il battuto di odori , servitevi di un cucchiaino e mettete i carciofi a testa in giù in un tegame man mano che li avrete conditi. I carciofi devono stare stretti, usate un tegame leggermente più piccolo del necessario e posizionateli a forza.

Una volta sistemati mettete un pò di sale e pepe. Andateci piano con il sale, è già nel battuto. Un giro di Evo e un bicchiere di acqua.

Chiudete la pentola e mettete a cuocere su fiamma media, per tutta la cottura il coperchio deve restare chiuso, i gambi e il cuore di cuoceranno con il vapore. Di tanto in tanto potete aprire per controllare. Quando l’acqua si sarà tutta asciugata scoperchiate, fate andare ancora un paio di minuti e togliete da fuoco. Sono pronti.

Sono buoni freddi, ma io li preferisco tiepidi. Si accompagnano bene con le cotolette di abbacchio fritte, con l’abbacchio al forno o alla cacciatora, con il pollo al forno, alla romana.

Ma anche così, da soli, dentro ad una rosetta soffiata croccante appena sfornata sono la fine del mondo. 🙂

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Panini sofficissimi con Soiamilk-roux. farina integrale, semi e farina di orzo


200g di farina tipo 1

200g di farina integrale

100g di farina di orzo

100g di licoli/3g di ldbs/120g PM

2 cucchiai di sciroppo di Agave

2 pizzichi di sale

1 cucchiaino di malto in polvere (facoltativo)

220g di acqua

Per il soiamilk-roux  125g di latte di soia

25g di farina tipo1 con 25g di farina   ricetta

Si mescola il latte di soia in un pentolino con una frusta e si mette sul fornello, continuando sempre a mescolare fino a che non scrive, quando iniziate a vedere il fondo del pentolino  Una volta freddo il milksoia-roux metterlo in planetaria, insieme all’acqua, il lievito,lo sciroppo di agave e iniziare a mescolare con il gancio e velocità minima, diversamente gli schizzi arriverebbero sul soffitto :). Aggiungere le farine. il malto e il sale per ultimo. Fate incordare. l’impasto è molto compatto e asciutto. fatene una bella palla e a nanna ben sigillato in frigo per tutta la notte ma se lo tirate fuori il pomeriggio, sempre del giorno successivo,non succede nulla. Fatelo acclimatare fatene 8 pezzi e formateli a sfogliare come le mantovane oppure come fa Onorino per i suoi panini… a voi la scelta. Accomodateli man mano sulla placca e fateli lievitare di nuovo fino al raddoppio, bagnateli con latte di soia e mettete semi se vi piacciono, aspettate ancora un’ora e infornate a 200 per 20’